Francia e USA…questione di diritti
October 26th, 2005 | by Japs |Quasi in risposta agli accordi presi in Australia tra major audiovisive e provider, in Francia la Commission Nationale de l’Informatique et de la Liberté (CNIL) ha deciso che monitorare le attività degli utenti a banda larga associando indirizzo IP e nome-utente sono attivitàesclusive dell’autorità giudiziaria! Un bel colpo per le major che pensavano di controllare il traffico presso i provider al “presunto” fine di dare un freno allo scambio di file protetti da copyrights. La Commissione francese ha ragione: se i provider dovessero attuare un controllo di questo tipo, che garanzie avranno i navigatori francesi che anche altri tipi di file non verranno ugualmente monitorati? Pare che in Francia il diritto alla privacy sia ancora ben saldo nelle menti dei cittadini.
La stessa cosa non si può dire dell’America che grazie alla su agenzia di intelligence (FBI) ha varato un pacchetto che forzerà Università, provider equalsiasi gestore di banda larga a monitorare ciò che avviene sulle proprie reti. Questo in nome della lotta al terrorismo sotto al cui bandiera sono state già prevaricati molti diritti e libertà personali. Sono già scattate le critiche da parte della più autorevoli associazioni per i diritti alla privacy e al libero scambio di opinioni rimarcando il fatto che oltre a problemi ideologici e legali ci sono anche quelli legati all’ingente quantitavo di denaro da investire in apparecchiature apposite. Soldi che, ad esempio, le Università potrebbero investire in ricerca e sviluppo.
Un passo avanti, un passo indietro.